di Cristina Migliaccio

10 maggio 2025

Secondo la regista, Quel pazzo venerdì sempre più pazzo rimedierà ad un errore di stereotipi avvenuto nel primo film: ecco come.

Quando Quel pazzo venerdì tornerà al cinema con il sequel diretto Quel pazzo venerdì sempre più pazzo dovrà fare a meno di un dettaglio particolarmente amato del primo capitolo ma che, a detta della regista, rappresenta stereotipi molto “dolorosi”. Una scelta ragionata e anche motivata da parte di Nisha Ganatra, che riporterà Anna e Tess ancora una volta sul grande schermo. Ad interpretarle a distanza di tempo sono ancora una volta Lindsay Lohan e Jamie Lee Curtis. La differenza rispetto al primo film è che questa volta saranno entrambe intrappolate nel corpo di due adolescenti.

Quel pazzo venerdì sempre più pazzo farà a meno degli stereotipi asiatici: la regista spiega perché

Quel pazzo venerdì sempre più pazzo alza la posta in gioco per mamma e figlia. Se nel primo film entrambe hanno dovuto lavorare al loro legame complicato scambiandosi di corpo, nel sequel dovranno invece gestire due adolescenti. Per Tess si tratta di sua nipote Harper e della nipote acquisita, figlia del futuro sposo di Anna. Per quest’ultima, quindi, l’impresa sarà comprendere le sue due figlie. E se lo scambio di corpo non è stato affatto escluso ai fini della trama, un elemento che a detta della regista è stato escluso è lo stereotipo asiatico presente nel primo film. Ai microfoni di EW, la Ganatra ha spiegato come sia stato complicato affrontare questo problema:

Ricordo di averlo guardato e di essermi sentita combattuta, soprattutto per la rappresentazione asiatica, e anche per la colonna sonora usata [nelle scene al ristorante]. È un argomento che ho sollevato subito durante i miei primi incontri con i produttori. C’è stato un momento durante la presentazione in cui ho pensato: ‘Rappresentazione asiatica problematica!’.

Anche Manny Jacinto, scelto nel prequel per interpretare il futuro marito di Anna, aveva espresso le proprie preoccupazioni proprio a causa del modo in cui il primo film aveva rappresentato i personaggi asiatici: “Quando ho pensato di salire a bordo, ricordo di aver visto il primo Quel pazzo venerdì e di aver pensato: ‘Non è invecchiato molto bene, considerando la diversità dei personaggi’. Conoscendo Nisha e parlando con altre persone della nostra cerchia, sapevo che avevamo un capitano molto consapevole di quegli archetipi, o delle problematiche presentate nel primo. Mi sono sentito molto ben protetto”.

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